Il senso che motiva benessere e dignità alla Fondazione Opera Mater Christi di Grono

Vivere in una casa per anziani significa affrontare una fase complessa della vita.

La diminuzione di autonomia, la malattia e il distacco dai contesti familiari possono generare smarrimento e perdita di motivazione.

Eppure, le ricerche mostrano come proprio in queste circostanze sia possibile coltivare benessere e qualità di vita, a condizione che le strutture creino ambienti e opportunità favorevoli.

La letteratura scientifica concorda su un punto fondamentale: ciò che sostiene la persona anziana non è la semplice moltiplicazione di “attività”, ma la possibilità di vivere esperienze che rispondano ai bisogni universali di autonomia, competenza e relazione (Self-Determination Theory).

Anche piccoli gesti quotidiani – decidere l’orario dei pasti, curare una pianta, fare una telefonata a un nipote – diventano strumenti potenti di motivazione e continuità di senso.

Come ci ha detto una residente: “Quando posso scegliere io l’orario della cena, mi sento ancora padrona della mia vita”.

La motivazione è l’elemento cardine di ogni essere umano.

Con questa convinzione, la Fondazione Opera Mater Christi (FOMC) di Grono si impegna a organizzare attività e uscite calibrate sui desideri degli ospiti, cercando di soddisfare il più possibile i bisogni individuali.

Ne sono esempio le cene a tema richieste dagli stessi residenti, arricchite da musiche scelte secondo i loro gusti.

O il progetto che prevede di accompagnarli settimanalmente al ristorante interno del Centro, dove possono selezionare parte del menù e vivere l’esperienza “come una volta”.

Una residente ha commentato: “Al ristorante interno è come tornare a quando uscivo con mio marito: è un ricordo che rivive”.

Altrettanto importante è il mantenimento dell’identità personale.

Percorsi come la raccolta delle storie di vita o la Dignity Therapy permettono di valorizzare ricordi, valori ed eredità, rafforzando il senso di dignità.

In parallelo, la reminiscenza guidata e le iniziative intergenerazionali creano legami sociali che riducono l’isolamento.

Un ulteriore elemento che arricchisce la quotidianità è la presenza dei bambini nel giardino del Centro.

Il loro giocare all’aria aperta diventa per molti residenti una finestra di gioia e vitalità, un ricordo vivo della continuità tra generazioni.

Un ospite ci ha confidato: “Vedere i bambini che corrono nel giardino mi riporta a quando io salivo sul muretto e avevo tanta paura di cadere, ma non sono mai caduto”.

Osservare i più piccoli correre e ridere suscita emozioni positive, stimola conversazioni e rafforza il senso di appartenenza alla comunità.

Un ruolo centrale nella motivazione quotidiana è svolto anche dai familiari.

Le loro visite, i pranzi condivisi o anche solo una telefonata diventano momenti attesi che rafforzano l’identità e il senso di appartenenza.

Alla Fondazione Opera Mater Christi (FOMC) questo si traduce in un impegno quotidiano: quando i familiari non possono essere presenti con continuità, operatori, volontari e l’intera comunità diventano una nuova forma di famiglia, capace di offrire ascolto, vicinanza e calore.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “l’invecchiamento in salute” significa poter essere e fare ciò che conta per la persona, anche in presenza di fragilità.

Per questo crediamo che le case per anziani non debbano limitarsi a proporre momenti ricreativi.

Devono diventare spazi in cui ciascun ospite possa ritrovare la possibilità di esprimere ciò che lo definisce: una passione, una relazione, un gesto quotidiano.

La sfida per i professionisti non è quindi solo “intrattenere”, ma costruire contesti capaci di restituire senso e dignità.

Così la motivazione non resta un concetto astratto, ma si traduce in esperienze concrete che onorano la storia, le scelte e la vita di ogni persona.

Alla FOMC la motivazione non è un lusso, ma una necessità vitale.

Elena Capoferri, direttrice 

Marianna Tonolla, responsabile delle cure