Il cervello conserva una mappa del corpo

Le aree corticali dedicate alla mano continuano ad attivarsi anche anni dopo l'amputazione

di Andrea Codega

Il cervello conserva una rappresentazione invariata della mano anche dopo la sua rimozione, con implicazioni promettenti per la neuro-protesica. 

Uno studio condotto dalle università di Cambridge e Pittsburgh, pubblicato su Nature Neuroscience, è il primo a monitorare tre pazienti programmati per un’amputazione prima e dopo l’intervento. Ha osservato, attraverso risonanza magnetica funzionale, che le aree corticali dedicate alla mano continuano ad attivarsi anche anni dopo l’amputazione, quando i partecipanti immaginano di muovere le dita mancanti. Nemmeno le zone vicine, come quelle associate al volto, hanno mostrato espansioni nella mappa sensoriale.

Questo risultato contrasta con l’idea di neuroplasticità che recherebbe a un “riciclo” dell’area corticale. Al contrario, il cervello conserva una mappa stabile dell’arto, spiegando le comuni sensazioni di dolore o prurito nell’arto fantasma. Hunter Schone, uno degli autori, sottolinea che questa persistenza consente di progettare interfacce cervello-computer basate su mappe corporee stabili, aprendo la strada a connessioni più precise e restituire sensazioni come consistenza, forma e temperatura per neuro-protesi più realistiche.