La magia del sole: il ruolo fondamentale della Vitamina D

La scienza insegna che la palla infuocata che non riusciamo nemmeno a guardare ad occhio nudo rimano uno dei più grandi alleati per il nostro benessere

di Samuele Messina

Di Samuele Messina

Sapevate che bastano pochi minuti di luce al giorno per attivare un meccanismo fondamentale per ossa, muscoli e sistema immunitario? Ogni estate si torna regolarmente a parlare di vitamina D e della sua carenza: ma perché è veramente importante la cosiddetta “vitamina del sole?”. Per anni il sole ci è stato raccontato come un amico poco onesto, uno di quelli che sembrano esseri fedeli e poi ti pugnalano metaforicamente alle spalle: scottature, invecchiamento cutaneo e rischio di melanoma. Ciononostante, la scienza insegna che la palla infuocata che non riusciamo nemmeno a guardare ad occhio nudo rimano uno dei più grandi alleati per il nostro benessere: e il motivo principale risiede proprio nella vitamina D, sostanza indispensabile per la salute di ossa, muscoli e sistema immunitario, che il nostro organismo produce proprio grazie all’esposizione ai raggi del sole. Ecco svelato perché l’estate è così importante: basti pensare come i livelli dosati nel sangue alla fine dell’inverno possono arrivare ad essere addirittura la metà rispetto alla concentrazione di fine estate. La conclusione è presto scritta: durante il periodo di maggior luce solare dell’anno diventa fondamentale farne scorta. Servendoci della definizione scientifica, “la vitamina D è una sostanza liposolubile accumulata nel fegato che di fatto agisce come un ormone, fondamentale per la salute delle ossa, l'assorbimento di calcio e fosforo e il supporto al sistema immunitario”.

Snocciolando il tema, la funzione più conosciuta di questa particolare vitamina è quella che riguarda l’assorbimento di calcio e fosforo, sostanza che l’organismo umano non produce ma di fondamentale assimilazione per il mantenimento in stato di salute di scheletro e denti. Come anticipato, però, alla “vita del sole” vengono attribuiti anche compiti molto più ampi: partecipa al corretto funzionamento dei muscoli, contribuisce alla risposta immunitaria e, addirittura, alcune evidenze suggeriscono come questa abbia anche implicazione nell’equilibrio dell’umore. In altre parole, la registrazione di un basso livello di vitamina D, come logicamente può capitare durante i mesi più freddi, conduce talvolta a disturbi del livello umorale di ognuno.

Quanto sole ci serve?

Sia chiaro, la luce solare non deve essere innalzata a cura miracolosa ma, d’altro canto, è testimonianza di quanto il nostro organismo sia indissolubilmente legato ai ritmi della luce. Non sono necessarie infinite giornate in spiaggia o debilitanti passeggiate lungo i sentieri di montagna, ma per l’assunzione della giusta dose di vitamina sono sufficienti 20/30 minuti al giorno di esposizione solare. Ovviamente, a fronte di questa indicazione i fattori da tenere in considerazione sono molteplici: età, stagione, latitudine, colore della pelle e utilizzo, ad esempio, di creme solari. Fornendo esempi concreti: è appurato che i giovani producono una maggior quantità di vitamina D rispetto ai più anziani, e quindi il loro fabbisogno di esposizione risulterà minore. Secondo lo stesso principio, le persone con la pelle più scura necessitano di una esposizione più lunga per l’assimilazione della vitamina D.

Come evidenziato tra le prime righe, al tempo stesso un’esposizione estrema può condurre a effetti negativi. Non sono rare le scottature che, se ripetute durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, possono aumentare il rischio di tumori alla pelle. Al tempo stesso, ugualmente dannoso è l’iper-esposizione ai raggi UV nei termini di invecchiamento cutaneo, favorendo o anticipando la comparsa di rughe, macchie e perdita di elasticità.

La carenza di vitamina D

Proprio per l’ampio spettro di mansioni che svolge la vitamina D per il nostro benessere, è di fondamentale importanza produrne a sufficienza. Tanto è vero che nel corso degli anni la carenza di questo ormone è stata spesso citata in discorsi che riguardano molteplici malattie: dal diabete al cancro, dall’Alzheimer alla sclerosi multipla, fino ai più recenti legami con il Covid 19. Esistono categorie di persone più inclini alla carenza di vitamina D: tra queste si distinguono gli anziani, chi trascorre poco tempo all’aperto e quindi chi è costretto a passare la giornata lavorativa solamente in ambiente chiusi, o chi vive in aeree maggiormente urbanizzate, dove l’esposizione solare è fisicamente limitata da costruzioni e infrastrutture in genere. Non esistono sintomi specifici o, se non altro, facili da riconoscere. Chi possiede un livello troppo basso di vitamina D prova stanchezza persistente, debolezza muscolare, dolori ossei o sensazioni di affaticamento generale: tutte condizioni facilmente confondibile da una classica influenza. Per questo motivo è bene ribadire, come già ampiamente evidenziato nella nostra rivista, l’importanza è evitare il fai-da-te ma rivolgersi ad un esperto.  

Il rapporto con il sole, dunque, non deve essere vissuto con paura né con superficialità. La luce naturale rappresenta un alleato prezioso per la salute, purché venga gestita con buon senso. Un’amicizia che, come tale, deve essere coltivata quotidianamente: alla fine bastano pochi minuti all’aria aperta, una passeggiata quotidiana o un po’ di movimento sotto il sole per aiutare il nostro organismo a mantenere il suo equilibrio naturale.